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Come arrivare

Air Namibia effettua voli via Francoforte sei volte alla settimana. Il volo dura circa nove ore e atterra all’aeroporto di Windhoek, la capitale (airnamibia.com). Per raggiungere la Namibia si può usufruire dei voli non stop che collegano Milano a Johannesburg e viceversa. All’arrivo in Sudafrica è possibile proseguire per la Namibia con Air Namibia, South African Airways e British Airways.


Scheda

Periodo migliore: tutto l’anno.
Clima: varia da nord a sud del Paese. L’estate, da ottobre ad aprile, è caratterizzata da temperature che oscillano all’ombra tra i 20 e i 34 gradi centigradi durante il giorno, con picchi di oltre 40 gradi centigradi all’estremo nord e sud del Paese. La costa è mitigata dalla fredda corrente del Benguela. In inverno, temperature sottozero e gelate notturne sono piuttosto frequenti.
Documenti: è necessario il passaporto con validità residua di almeno sei mesi dal momento dell’arrivo nel Paese. Il visto non è necessario per motivi di turismo fino ad un massimo di 90 giorni di permanenza nel Paese.
Lingue: inglese, afrikaans e oshiwambo. Diffuso il tedesco.
Valuta: dollaro namibiano. 1 € = 10,971 dollari namibiani.
Per telefonare: dall’Italia in Namibia comporre il prefisso 00264; per chiamate dalla Namibia in Italia digitare il prefisso 0039.
Ambasciate: Ambasciata d’Italia in Namibia - 1, Anna Street, Ludwigsdorf - Tel. 0026 461 228 602. Consolato onorario della Namibia in Italia - Via Mauro Macchi 30, 20124 Milano - Tel. 02 804 041. 
Carte di credito: Visa e MasterCard sono generalmente accettate.
Fuso orario: un’ora avanti rispetto all’Italia da ottobre ad aprile; un’ora indietro rispetto all’Italia da aprile a settembre.
Corrente elettrica: 220 volt.
Norme sanitarie: non sono richieste vaccinazioni obbligatorie. Solo se ci si reca nella zona di Caprivi è bene fare profilassi antimalarica.

Dove dormire

• Intu Afrika Kalahari Game Reserve
Nord-est di Mariental
leadinglodges.com
Riserva privata con numerose specie di animali con tre tipologie di lodge: Suricate, campo tendato di lusso; il Zebra Lodge, camere in una unica struttura centralizzata e il Camelthornh Lodge, chalet rifiniti in legno.
• Cañon Lodge
Gondwana Cañon Park
gondwana-canyon-park.com
Ottima base per esplorare il Fish River Canyon Park da cui dista solo 25 chilometri. Ottimo il ristorante. Le abitazioni sono disposte in semicerchio sotto la montagna in un suggestivo scenario. Alla reception si possono prenotare escursioni a cavallo, coi muli e in aereo.
• Klein-Aus Vista
klein-aus-vista.com
A 3 chilometri da Aus, sulla B4 per Lüderitz
Offre due tipologie di lodge il Eagle’s Nest Lodge con bungalow abbarbicati sulla roccia della montagna e il Desert Horse Inn con 24 abitazioni disseminate nel deserto. Peter, il general manager, organizza romantici aperitivi al tramonto. Base ideale per poter osservare i cavalli selvaggi del Namib a circa 20 chilometri.
• Lüderitz Nest Hotel
820 Diaz Street - Lüderitz - nesthotel.com
Affaccia sul mare e dispone di 70 camere e 3 suites con aria condizionata, piscina, sauna, spiaggia privata e locazione barche. Ottimo il ristorante The Penguin specializzato in pesce e crostacei.
• Le Mirage Desert Lodge & Spa
A 21 chilometri da Sesriem, ingresso al Nauukluft park e a Sossusvlei
lemiragelodge.com - leadinglodges.com
Albergo in stile moresco offre 21 lussuose stanze molto grandi, aria condizionata e balcone. A disposizione degli ospiti piscina, Spa e ristorante.
• Swakopmund Hotel
Theo-Ben Gurirab Avenue - Swakopmund
swakopmundhotel.co.za
Hotel storico dispone di 89 camere, piscina, cinema & Mermaid Casino. Il ristorante, Platform One, è davvero da non mancare.

Sport & fun

Sono molte le occasioni di divertimento in questa porzione di Namibia. A Swakopmund si possono fare sand board, escursioni in quad, jeep oppure in rhino buggies (outback-orange.com) ed emozionanti gite in catamarano, nave o kayak per osservare delfini e foche (Walwis Bay - mola-namibia.com). A chi ama le altezze proponiamo una fantastica avventura in mongolfiera per ammirare l’alba sorvolando le dune di Sossusvlei inclusa colazione (balloon-safaris.com - l’organizzazione provvede un servizio di navetta anche da Le Mirage). Per gli amanti   del volo nulla è meglio di una escursione in piper (scenic-air.com). Sempre a Swakopmund ci si può cimentare nell’arrampicata sulle rocce del Namib (walkerra.iway.na). Per scoprire i segreti e le meraviglie del deserto più antico del mondo si organizzano escursioni di 4 ore in jeep per osservare la fauna e la flora (living-desert-adventures.com).

Gastronomia

Chiamarlo carne secca è riduttivo. Il Biltong è una magia che apre porte chiuse e fa rinascere il sorriso su un volto incupito. È una vera passione nazionale che non tarderà a conquistarvi. Si vende ovunque compresi supermercati, aereoporti e chioschetti specializzati. In pratica, consiste in striscioline di carne essiccata dopo essere stata marinata e cosparsa di spezie tra cui il pepe. C’è di vari tipi a base di manzo, struzzo, orice, springbok e kudu. Come quasi tutta la gastronomia che si può gustare in Namibia anche questa è una tradizione importata. In realtà, la cucina tipica locale consiste in piatti semplici e tutti a base di Mealy Pap, una crema soda di farina di mais bianco o miglio. Sembra una polenta e accompagna, a colazione, pranzo e cena, le altre pietanze come verdure e carne. Per il resto, nei ristoranti e negli alberghi, gli chef sono ormai il fiore di scuole di cucina internazionali e del NICE (Namibian Institute of Culinary Education) e sanno offrire una vasta gamma di prelibatezze che soddisfano i palati europei. Lungo la costa eccezionale il pesce. Piace molto il kinglip una specie di merluzzo, carnoso e delicato, e sono ottime le ostriche servite grigliate con formaggio fuso, chili e succo di limone. In qualche ristorante si trova anche la carne di coccodrillo. Ma il plauso va ai cuochi e cuoche che gestiscono le cucine dei Camp o degli alberghi a centinaia di chilometri dalla città. Riescono a far miracoli, nonostante l’energia elettrica a singhiozzi, anche a cucinare a lume di candela. Per un pranzo veloce ed economico i supermercati sono un’ottima fonte di ispirazione e di leccornie da noi introvabili come il tonno in busta in varie salsine. Buono e facile da aprire e gustare! E da bere? Ottima la birra locale Windhoek (anche in versione light) e l’Amarula, liquore simile al Bayles, ma dal gusto più esotico. Si ottiene con i gialli frutti di marula, Sclerocarya birrea, di cui sono ghiotti anche gli elefanti. Per quanto riguarda i dolci, ce ne sono in mille varianti. Tutti di tradizione tedesca, come il fantastico e profumato strudel o la ghiotta apple pie. Da non perdere è quella che si può assaggiare al Solitaire, una stazione di rifornimento con annesso localino per un pranzo veloce. Ottimo anche il pane al cioccolato con o senza uvetta. In Namibia c’è una predilezione per cioccolato e menta. Si trova un assortimento incredibile di prodotti a base di questi due ingredienti.

Popoli
Su una superficie di circa 824.268 chilometri quadrati vivono circa due milioni di persone con una densità abitativa tra le più basse al mondo due persone per chilometro quadrato. La popolazione si divide in 14 tribù tra cui i gruppi più importanti, per numero e storia, sono: gli Ovambo, i Kavango, i San e gli Himba al nord del Paese. I Damara e gli Herero al centro. I Nama al sud della Namibia. Gli Ovambo furono la mano d’opera più impiegata nelle miniere di diamanti ed è anche l’etnia più numerosa. I San (boscimani) sono raccoglitori e cacciatori. Da nomadi ora sono sempre più stanziali e sono i più antichi abitanti di questa terra. Vivono nel nord-est anche se un piccolo gruppo si trova nel deserto del Kalahari. Degli Herero sono famose le donne per via degli abiti variopinti. Il cappello presenta due grosse protuberanze simili a corna di mucca, mentre i vestiti lunghi e ampi sono un lascito degli evangelizzatori tedeschi. Il sistema ereditario passa per linea matriarcale e forse questo status è registrato nella foggia del copricapo. Le corna significano la vacca sacra e la falce di luna, simboli di regalità e femminilità in tutte le culture antiche.



Artigianato

Legno, pietre semipreziose, uova di struzzo e tessuti tinti nei caldi colori africani. Questo è il meglio dell’artigianato locale. Statuette di animali, tra cui ippopotami, giraffe e famigliole di elefanti o gruppi umani intenti alle attività quotidiane di una tribù oltre a maschere, posateria e centro tavola. Famosi sono i canestri intrecciati a mano dalle donne Ovambo dai più semplici in tinte naturali, a vere opere d’arte dai colori sgargianti ottenuti dalla bollitura di bacche o radici. Lungo la strada per Windhoek si trova un grande mercato all’aperto di pietre non lavorate dove acquistare acquamarina, tormalina nera, verde, onice, lapislazzuli, ametiste e cristalli di rocca. Particolari quelli che includono una bollicina di gas che si muove al muoversi del cristallo o la fluorite che se gettata nel fuoco - da non fare l’esperimento al chiuso - libera una scarica di scintille. Con la noce della palma Malakani si realizzano oggetti in avorio vegetale. In strada, a Swakopmund specialmente, è facile incontrare ragazzi che si presenteranno e vi chiederanno il vostro nome. Il tempo di rendervi conto avranno già inciso il nocciolo con il vostro appellativo - spesso storpiato - e piccoli disegni lasciandovi nell’imbarazzante dilemma: scappare o comprare? Più preziose le pelletterie come borse e portafogli in pelle di struzzo, zebra e springbok. In vendita presso i negozi del centro città o nei centri commerciali. Con le uova di struzzo si fanno molte cose, dai gioielli tribali a lampade a candele originali. Belli anche semplicemente svuotati da mettere in un centro tavola in legno o in un canestro. Numerosi e forniti i negozi safari per abbigliamento per il bush. Da non comprare gli accessori che costituiscono parte dell’abbigliamento delle donne Himba direttamente dalle persone del villaggio. Se proprio ve ne innamorate potrete acquistarli presso il centro commerciale adiacente alla piazza dove sono esposti i meteoriti in Post Mall Street a Windhoek.



Flora e Fauna

Sono molte le specie verdi che nascondono segreti in Namibia. L’Euphorbia virosa è una pianta comune nel Damaraland. La sua linfa lattiginosa è altamente tossica e viene usata dai San per intingere le punte delle frecce. Persino seccata e bruciata può trasmettere un veleno mortale per l’uomo. La Welwitschia mirabilis, invece, è un vero fossile vivente; ciò che ci appare come un groviglio di lunghe foglie è in realtà la chioma. Il tronco trasformato in radice si estende per metri sotto terra. Un trucco per resistere alla siccità e sopravvivere in un ambiente arido. Le foglie, infatti, riescono a “bere” raccogliendo sulla loro superficie più rugiada possibile (si possono trovare a 10 chilometri all’interno, bivio lungo la C28 per Swakopmund). Il nome le fu dato dal suo scopritore, il botanico Friedrich Welwitsch. La Sarcocaulon crassicaule. è conosciuta come “candela dei Boscimani”. La cera che ricopre la pianta, allo scopo di mantenerne l’umidità, arde molto facilmente anche se i gambi sono secchi. Un’altra curiosità botanica ce la fornisce l’albero di Mopane, Colophospermum mopane, l’albero delle “farfalle” per via delle sue foglie bipartite che sembrano due ali. Fonte di cibo per diversi animali mette in atto uno stratagemma di autoprotezione. Quando gli elefanti iniziano a mangiare il fogliame, la pianta emette una sostanza che lo rende amaro e manda un impulso agli alberi circostanti che immediatamente iniziano lo stesso processo. I baccelli, invece, vengono risparmiati dallo sgradevole sapore. Il Camel Tree (Acacia erioloba), è l’albero preferito dalle giraffe, dette appunto camel in afrikaans, che ne sono ghiotte, ma semi e foglie sono mangiate da orici, zebre e springbok. Le radici si allungano fino a 80 metri sotto il terreno in cerca d’acqua. Il più grande cimitero di questi alberi è il Deadvlei nel Namib. La marula è il frutto della Sclerocarya birrea di cui sono vanno matti gli elefanti… e non solo. Dalla marula si ottiene il liquore nazionale l’Amarula, davvero squisito. La fauna non è meno ricca in questo Paese che trasforma anche i più distratti visitatori in novelli zoologi. Oltre a springbok, orici, kudu e facoceri che si incontrano facilmente lungo la strada si possono osservare babbuini, pinguini, foche (al sud) così come una varietà infinita e colorata di uccelli, e poi nel grande parco dell’Etosha, leoni, elefanti, giraffe, leopardi, zebre e tanti altri bellissimi animali allo stato selvaggio. L’ippopotamo è ll mammifero più temuto; pericoloso in acqua a terra corre fino a 40 chilometri orari e la femmina con i piccoli è molto aggressiva. Importante e interessante da visitare è il Cheetah Conservation Fund di Otjiwarongo dove la dottoressa Laurie Marker, con il suo staff, cura per poi rimettere in libertà i ghepardi.



Ente Turismo Namibia

c/o Airconsult
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