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A sud del Tropico del Capricorno

Una natura spettacolare svela molteplici volti. Dalle immense distese di bush al canyon più grande d’Africa, dalle montagne millenarie alla sabbia rossa del deserto e quella dorata delle lunghe spiagge. Qui convivono kudu e pinguini e uno spruzzo di “civiltà”


testo di Patrizia Bertolotti foto di Francesco Garufi

Sulle guide turistiche si trovano solo poche pagine dedicate ai vasti territori del Sud della Namibia. Eppure un viaggio “oltre il Tropico del Capricorno” è davvero un’avventura al di là di ogni immaginazione. Corteggiata dalle onde dell’Atlantico e dalle sabbie rosse del deserto questa terra sfoggia i suoi preziosi gioielli. Preziosi in tutti i sensi! Qui, si trovano anche le grandi miniere di diamanti - che hanno fatto e fanno ancora parte della storia del Paese - e di uranio, il nuovo business del futuro. Ma la ricchezza più grande che appartiene a tutti è la natura selvaggia e difficile che la popolazione locale conosce bene e ama, tanto da essere il primo Stato al mondo a inserire nella propria Costituzione il principio della tutela dell’ambiente. La giovane Repubblica, nata solo nel 1990, sta abbastanza velocemente cercando il suo posto al sole. Il governo lavora per riequilibrare i grandi scompensi dovuti a una colonizzazione pesante e ai danni creati dall’apartheid, propaggine del Sudafrica che ancora oggi detta legge nell’economia. Molti prodotti di consumo sono importati da questo Paese confinante e anche l’energia elettrica, in buona parte, è venduta dal Sudafrica. Oggi i posti di rilievo sono occupati da neri e coloured e le varie tribù come gli Ovambo, Herero e i Nama hanno trovato dei piani d’intesa per il bene della collettività. La presenza bianca è comunque, anche se inferiore di numero, importante. Molte attività commerciali, soprattutto legate al turismo, sono in mano di imprenditori tedeschi o europei in genere. I cosiddetti afrikaner, cioè la discendenza dei Boeri - calvinisti e ugonotti giunti intorno al Seicento - e le donne di colore, si trovano in una posizione mediana, africani per nascita ma bianchi per vocazione, scomodi, in realtà, agli occhi di tutti gli altri. Ma tutta la Storia si stempera in ciò che gli occhi e gli altri sensi percepiscono ogni nuovo giorno: una terra infinita, spazi immensi, un’orografia stramba e antichissima e una cultura incredibilmente varia.

Partiamo dalla capitale verso il Sud della Namibia. Imbocchiamo la B1, indicazioni per Mariental, e inizia il nostro vero incontro con questa fetta di Africa. Il paesaggio muta continuamente, il bush si colora di cespugli d’erba lucente come oro che si fa via via più fitta. La strada è asfaltata e poco trafficata e guidare senza correre troppo permette di godere del paesaggio. Questo Paese è il primo al mondo per quantità di strade in proporzione alla popolazione totale, circa due milioni di abitanti. Arrivati al Tropico del Capricorno ci fermiamo. Sotto un albero di strani frutti che sembrano cetrioli spinosi, un tavolo e delle panche sono il luogo ideale per un break. Un po’ di biltong, carne essiccata e speziata, pane fresco e croccante, un po’ d’acqua, tante foto e si riparte. Si prosegue e all’incrocio con la C21 giriamo a sinistra. All’improvviso un albero attira la nostra attenzione. Una enorme massa di paglia avvolge la chioma come una parrucca bionda. Ci avviciniamo e restiamo incantati da un nido-condominio da cui vivaci esemplari di Sociable Weaver, gli uccelli tessitori, una specie endemica, entrano ed escono cinquettando dai numerosi ingressi. La parte più centrale conserva meglio il calore e viene usata per il riposo notturno e le covate, mentre le “stanze” più esterne servono per pause all’ombra. Sotto, come una scultura moderna, un lunghissimo e grosso serpente - defunto ed secco - giace intrecciato a dei rami. Riprendiamo la strada, la C15 che durante il tragitto corre parallela alla ferrovia. Ogni tanto cartelli con sù la località ricordano che lì c’è una fermata... senza stazione. Sui binari corrono famiglie di babbuini, presenti solo al Sud del Paese. La nostra prima tappa è una Game Reserve nel deserto del Kalahari dove incontriamo i primi gruppi numerosi di sprigbok, solitari kudu ed esemplari di orice…